CANDIDATO “DOUBLE-FACE”
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PIOVONO CRITICHE SU NÉSTOR KIRCHNER, CANDIDATO AL PARLAMENTO: LE SUE RICCHEZZE HANNO ORIGINI POCO ETICHE.
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DANIEL E. BENADAVA
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DA ALTERINFOS.ORG,INFORMAZIONE SULL’AMERICA LATINA (11/05/2009).
TITOLO ORIGINALE:“ARGENTINA: LOS RICOS SIMULAN SER PROGRESISTAS”
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Il prossimo 28 giugno si terranno in Argentina le elezioni legislative alle quali si presenterà, nelle file del Fronte per la Vittoria (Fpv), Néstor Kirchner per sostenere le politiche attuate dal governo “nazionale e popolare” dal 2003. Al contrario alcuni settori dell’opposizione sostengono che parecchi membri dell’attuale governo argentinosono solo ricchi che simulano di essere progressisti e sono ben lontani dal favorire quei milioni di argentini che vivono nella povertà e nell’indigenza. Ricchezze e politiche statali La storia della ricchezza di Néstor e Cristina Kirchner è strettamente collegata con le politiche statali che dagli anni ‘70 si praticano nella Repubblica argentina.
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In effetti, tutto è cominciato in piena dittatura, quando i militari, oltre a sequestrare e far scomparire persone, hanno instaurato un sistema economico attraverso il quale hanno liberalizzato il mercato finanziario, cosa che ha favorito un incremento smisurato del tasso di interesse e, parallelamente, ha aumentato le quote dei crediti ipotecari. Cosicché molti argentini hanno perso le case di proprietànelle quali vivevano.
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Da tale situazione hanno tratto profitto Néstor e Cristina Kirchner, i quali, durante il regime militare, hanno accumulato una ventina di proprietà attraverso un procedimento legale, ma forse poco ‘etico’, che consisteva nel trovare persone che mettevano all’asta le loro proprietà, offrirsi di comprarle (a un prezzo minore del valore di mercato) di modo che il padrone non perdesse l’intera somma relativa al suo bene, e rinegoziare il debito del vecchio titolare con i diversi enti finanziari con i quali gli ex proprietari si erano impegnati.
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Con l’avvento della democrazia, i Kirchner hanno affittato queste proprietà. Néstor, mentre era prima reggente di Rio Gallegos e dopo governatore della provincia di Santa Cruz, ha acquistato decine di ettari di terreno pagando il metro quadrato al valore fiscale, che, ovviamente, è minore del valore di mercato. Nel decennio passato, quando era ancora governatore, Néstor ha incoraggiato insieme a Carlos Menem la privatizzazione dell’industria statale del petrolio, la Ypf, e per questo Santa Cruzha potuto beneficiare di milioni di dollari che, ancora oggi, nessuno sa con certezza dove siano depositati.
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Durante gli ultimi anni, Néstor e Cristina Kirchner, che governano l’Argentina dal 2003 e pertanto hanno a disposizione informazioni confidenziali cui il resto della popolazione non ha accesso, hanno creato le imprese Los Sauces SA e El ChapelSA, e inoltre hanno costruito, nella provincia di Rio Negro, un lussuoso hotel nel quale hanno investito più di 9 milioni di pesos.
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Alla ricerca di un autentico progressismo Numerose organizzazioni sociali chiedono chealle prossime legislative non si voti per Francisco de Narvàez, che basa la campagna elettorale sulla sua fortuna e sulla paura della classe media; chiedono di non appoggiare Elisa Carrió che è in lista con membri della destra argentina e con persone compromesse con l’ultima dittatura militare, né i candidati al seguito di Mauricio Macrí, il quale, oltre che far sloggiare gli indigenti dalle strade dove vivevanosenza fornire loro un’alternativa, si dimentica dei bambini poveri e cede alla polizia i locali comunali che erano destinati a loro.
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Ma queste stesse organizzazioni sostengono che non bisognerebbe appoggiare neanche Néstor Kirchner, il quale, oltre ad aver costruito la sua fortuna grazie a manovre spesso in contrasto con l’‘etica’, si trova in compagnia (fra gli altri) dell’attualeleader della Confederazione Generale del Lavoro, Hugo Moyano, che è accusato di aver contribuito alla scomparsa di militanti popolari durante l’ultima dittatura militare; e con l’attuale governatore della provincia di Buenos Aires, Daniel Sciolli, che ha fatto il suo ingresso in politica sotto il segno di Carlos Menem, il quale negli anni ’90 ha governato a favore delle multinazionali e ha agevolato favorito lo smantellamento dello Stato argentino.
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Malgrado tutti questi fatti, i militanti del Fpv sostengono che Néstor Kirchner è un acerrimo difensore dei diritti umani non considerando che, da una parte, come ha sostenuto Nilda Eloy (membro dell’Associazione di ex detenuti desaparecidos), “meno del 5% dei repressori è in carcere... mentre il 95% è libero” e “la società è in pericolo”; e dall’altro,come ha affermato Emerenciano Sena (dirigente del Movimento dei lavoratori disoccupati “17 luglio”), “non può Kirchner parlarci di diritti umani quando questi non vengono rispettati in molti posti del Paese... viste la fame e la denutrizione di cui soffrono i nostri figli”.
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Per queste ragioni, molti analisti politici sostengono che, prima di dare il voto a persone che fanno discorsi pseudo-progressisti, sarebbe bene dare vita a movimenti popolari che, senza meschinità, difendano l’utopia di costruire società con maggiore uguaglianza nelle quali non esista più la ‘doppia morale’ degli attuali dirigenti argentini che, pur tenendo discorsi popolari, attuano politiche che continuano a lasciare i poveri sottomessi e dipendenti.